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 Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 5)...

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Sabb1o
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MessaggioTitolo: Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 5)...   Mar Dic 23, 2008 2:56 pm

SOCIALISTA: Noto con piacere che alle contraddizioni alle quali ti sei sottoposto, hai reagito come chi, pur condividendo una determinata ideologia (il fascismo è un'ideoloogia, sebbene priva di fondamenti filosofici ed economici come tante altre) deve per forza dei casi fare marcia indietro sui tanti errori commessi in passato. Per quanto riguara il progresso, tu hai detto (scusa se cerco di metterti ogni volta di fronte alle tue contraddizioni, mi viene spontaneo) che il Bene assoluto non esiste su questa terra, ma si deve cercare sempre di tendere ad esso. Però hai anche detto che il progresso per te non esiste. Mi spieghi come ci può essere una tendenza al bene se non ci può essere progresso? Vuol dire che più andiamo avanti e più torniamo indietro? In questo modo, mi dispiace dirtelo, non tenderemo mai verso il bene, ma sempre verso il male minore, che ci porteà irrimediabilmente verso il regresso e non verso il progresso (il progresso deve essere inteso come tendenza sempre maggiore verso il bene relativo, e non come scelta del male minore). Mi chiedo, quindi, se al giorno d'oggi essere neofascisti non contrasti con la naturale tendenza verso il progresso. Perchè devi sapere che il progresso esiste, sia dal punto di vista sociale, economico e politico. Quando Vico parlava di corso e ricorsi storici faceva questo ragionamento: la storia non è soltanto un procedere lineare degli eventi, tutto votato al progresso e al miglioramento della società, ma ci sono degli inevitabili punti in cui si ritorna indietro e si ricomincia da capo. Esempio: l'antica storia di Roma (alla quale voi gloriosamente e anacronosticamente vi rifate) ha seguito un cammino progressivo fino a quando non è stata corrosa al suo interno da barbari, cristiani, ecc. Da quel momento in poi la storia ha vissuto un periodo di regresso e di conseguente progresso che è arrivato fino alla fine del '500. Il regresso che c'è stato con il '600 ha avuto come culmine del successivo progresso l'Illuminismo. Per tutto l'800 c'è stato un continuo succedersi di momenti di splendore e di momenti rivoluzionari. Lo stesso fascismo può considerarsi come il punto di partenza dopo il regresso causato dallo stato liberale. Se il fascismo/nazismo fosse stata una corente storica davvero volta al progresso e al bene relativo, non si sarebbe mai arrivati al momento della sua caduta, ovvero dopo la seconda guerra mondiale. Con questi esempio ho voluto dimostrarti che ogni epoca storica ha avuto i suoi momenti di gloria e di infamia, ma nella storia quello ricorre periodicamente sono soprattutto i momenti di infamia e di regresso. E questo non è frutto assolutamente di uno Spirito hegeliano che coordina tutto, o di un Dio, quale che fosse, che provvidenzialmente pone fine a tutto ciò che è male. Il regresso c'è ogni qual volta la ragione umana tenta di andare oltre i limiti che le sono imposti dalla natura. Ad ogni regresso storico coincide uno stato sociale e civile che viene imposto da una "ragione esterna" (intesa anche come ideologia) e che intacca alcuni principi naturali dell'uomo: libertà di pensiero, libertà di associazione, diritto alla vita, ec.. Anche il fascimo nel corso dei suoi vent'anni itaniali ha commesso queste restrizioni, e per questo è stato condannato dalla storia. Con la sua fine è iniziata una fase di lenta ripresa che sta lentamente producendo verso il bene relativo, ovvero verso una maggiore considerazione dei principi naturali dell'uomo. Purtroppo il tuo fascismo è già stato giudicato dalla storia, come naturale processo di regresso, e penso che continuare a osannare un traditore, a gridare "boia chi molla", non sia altro che una mancanza di rispetto verso la Storia, della quale siamo tutti figli (altro che "lupa").
Inoltre, non posso che continuare a sottolineare la contraddittorietà delle tue parole quando dici: "Non ho detto che Mussolini fosse un traditore, quanto che le leggi razziali furono un tradimento." Non so ancora spiegarmi in maniera razionale perchè un determinato oggetto è considerato un tradimento senza che il suo fautore sia un traditore. Non credo, inoltre, che siccome Mussolini sia stao l'unico personaggio politico a pagare i suoi crimini, debba essere quantomeno protetto da tutti quelli che non sono ancora stati giudicati. Se hai sbagliato paghi. Punto. Se lo difendi, sbagli anche tu. Punto. Se non lo difendi, lo attacchi, perchè non ci può essere una via di mezzo di fronte a tanta aberrazione.
Concludendo, non esistono cittadini di serie A, B, Champions e Uefa, esistono cittadini che hanno idee politiche più o meno condivisibili, e più o meno condivise. Non bisogna giustificare l'anticominismo del regime fascista, in virtù dell'antifascismo del "regime odierno". Oggigiorno in Italia non esiste nessun regime (a parte quel nano di merda che pensa di essere la Trinità in versione bonsai), e lo dimostra il fatto che partiti e movimenti come: MSI, Fiamma tricolore, Alleanza Nazionale, La Destra di Storace, la Destra federale, Azione Giovani, Forza Nuova, Nuovo Socialismo Italiano, sono esistiti ed esistono ancora, anche in via legale (Ignazio La Russa non è certo un'intellettuale di piazza, ma un Ministro della Repubblica, quella fondata sull'antifascismo). L'unica cosa ad essere antifascista in Italia è la Costituzione, ma permetti che dopo 20 anni di dittatura, almeno sulla carta, si cerchi di impedirla?
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MessaggioTitolo: Re: Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 5)...   Mar Dic 23, 2008 4:53 pm

Ma quant'è lungo?? cmq credo propio che lo uniro in un unico post..
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Sabb1o
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MessaggioTitolo: Re: Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 5)...   Mar Dic 23, 2008 8:43 pm

si se riesci a inserirlo in un unico post tutto il dialogo è meglio, io non l'ho fatto perchè credevo che fosse troppo lungo per un unico spazio...
P.S. forse il dialogo non è ancora finito
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MessaggioTitolo: Re: Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 5)...   Mar Dic 23, 2008 10:38 pm

Appena posso lo faccio
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MessaggioTitolo: Re: Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 5)...   

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