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 Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 3)...

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Sabb1o
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MessaggioTitolo: Dialogo tra un socialista e un fascista (parte 3)...   Mar Dic 23, 2008 12:37 am

SOCIALISTA: Sono molto sorpreso, positivamente, di aver trovato finalmente un fascista che, oltre a cantare e a osannare il più atroce dittatore della storia italiana, sia anche disposto a dialogare in maniera costruttiva. Sono altresì contento di leggere nelle tue parole un sincera conoscenza storica di quegli anni, il che mi fa ben sperare per i nostri dialoghi futuri. Ma prima di continuare a parlare di storia, vorrei innanzitutto soffermarmi sul tuo giudizio dell'Italia post ventennio. Concordo in massima parte che la condizione politica italiana dopo la seconda guerra mondiale non sia stata delle migliori, infatti si è passati dalla dittatura nera a quella bianca dei democristiani, se pur con notevoli miglioramenti sul piano delle libertà civili. Sono d'accordissimo che in quegli anni l'Italia sia stata il luogo di battaglia scelto dall'america e dai cristiani per evitare ogni possibile tentativo di rivoluzione rossa in patria. Cia-Vaticano-DC sono stati legati saldamente a un duplice filo, al quale con molta certezza furono legati anche diversi residui fascisti salvati dal Vaticano e dagli americani in virtù di questo loro comune nemico rosso (la strategia della tensione non l'abbiamo certo inventata noi rossi). Per tutto quello che è avvenuto durante e dopo gli anni di piombo, ogni commento sarebbe superfluo visto che squadristi e brigatisti si stavano scannando tra di loro e gli unici a trarne vantaggio erano, come hai detto anche tu, democristiani e mafiosi. Nonostante ciò, ritengo sia giusto farti presente che non è sensato giustificare tutto quello che è avvenuto nel ventennio ammettendo che tutto ciò che è avvenuto dopo non era molto diverso, o addirittura peggio. Quando ci sono due mali a confronto non è mai giusto scegliere quello minore, altrimenti questo circolo vizioso non ci porta in nessun altro luogo, se non in quello in cui il male minore tende sempre ad aumentare in maniera esponenziale. Il male è male e basta. Di fronte ad esso bisogna avere l'atteggiamento di chi ha tutta la volontà di distruggerlo per creare una nuova società, diversa e più sana. Perciò sono molto preoccupato quando dici che tra il vecchio e il nuovo preferisci tenerti il tuo ben regime... più si va avanti e più si torna indietro... bell'idea di progresso!
Tornando alla nostra analisi storica sul ventennio, devo ringraziarti per avermi inviato quella bella canzone (in attesa di una tua più netta definizione di fascismo), che mi ha fatto comprendere quanto siete contraddittori, quando volete giustificare a tutti i costi ciò che la storia ha condannato.
1. la canzone diceva: "il mio Fascismo non è l'Imperialismo
in Libia, in Etiopia e in Albania", ma tu stesso hai quasi osannato la spedizione gloriosa in Etiopia con queste parole: "L'Italia fascista aveva vinto in Etiopia superando i problemi di sostenere una guerra a migliaia di km dalla madrepatria, contro un esercito doppio per numero e armato da Francia, Svezia e Gran Bretagna (se l'Etiopia fosse stata un nemico così debole come certa propaganda antifascista suggerirebbe, non si vede come mai sarebbe dovuto rimanere indipendente quando il resto dell'Africa, comprese zone totalmente improduttive, era stato spartito dalle grandi potenze europee)."
Pertanto ti chiedo: rientra nella tua ideologia e morale invadere e attaccare un qualsiasi stato per allargare i confini della propria nazione, soprattutto quando questo stato non aveva fatto nulla di male nei nostri confronti, meritandosi così migliaia di morti per soddisfare il sogno di un impero?...
2. la canzone diceva: "...per un'Europa senza padroni/per un'Europa/realmente libera/per un'Europa delle nazioni... Mi viene spontaneo chiederti se davvero siete per un'Europa senza padroni, visto che nel '40 avete appoggiato un altro dittatore che non aveva altre intenzioni se non quelle di spadroneggiar su tutta l'Europa, in cambio della liberazione della Lorena e della Dalmazia. Ok, hai detto che è stato un errore scendere in campo con i tedeschi, ma credo che l'appoggio ad un dittatore che voleva spadroneggiare su tutta l'Europa non debba essere liquidato con un semplice: "sperava che questa sarebbe finita di lì a poco." Mi chiedo poi, come abbiate fatto a vincere in Etiopia, considerata da te non meno forte di altre nazione europee dalle quali era fornita, se "i vertici di comando (erano) incapaci, (avevano) una pessima gestione logistica, (e una) mancanza di preparazione a un conflitto di ampia portata." Mi chiedo, se davvero l'Etiopia era quel baluardo insormontabile ma poi sconfitto, che voi neofascisti ci volete far credere. Ma la mia domanda primaria è: come potete richiamarvi alle glorie belliche del passato se da esse ne avete tratto le peggiori sconfitte...
3. la canzone dice: "Il mio Fascismo è di chi vuol lottare
contro i potenti e gli sfruttatori"... bastano queste poche parole per volgerti la domanda al contrario: vi siete mai chiesti chi, secondo Matteotti, Gramsci e Pertini, fossero i potenti e gli sfruttatori tra il 1922 e il 1943? E stiamo parlando di persone che sono state assassinate, imprigionate o costrette a vivere una vita in clandestinità per sfuggire alle camicie nere...
4. hai detto che il fascismo non perseguitò nessuno per la religione. Ma allora le leggi raziali, che impedirono addirittura ai maestri ebrei di poter insegnare nelle scuole. Non ho poi ben chiaro il concetto di "antigiudaismo di stampo religioso". Ok, voi neofascisti avete giudicato le prevenzioni contro gli ebrei un gravissimo errore e un grande tradimento, ma come fate a parlare di "Lealtà e Onore" nei vostri cori ,se poi inneggiate chi reputate essere un traditore?...
5. hai detto che in Italia non c'era la pena di morte, come in altre nazioni, ma tu stesso hai detto che in 20 anni ci sono stati 31 giustiziati (INCRUENTO!!!!!!!!!!). Perchè chiamarli giustiziati, poi, se non c'era la pena di morte... E le centinaia di ebrei-comunisti-prigionieri politici che avete deliberatamente consegnato ai tedeschi per soddisfarli della loro sete di vendetta nella strage delle fosse ardeatine, più di 335/336 vittime, che potevate tranquillamente salvare... visto che ne avete salvato tante!!!
6. per quanto riguarda la cultura, non è poi così vero che gli intellettuali erano stati lasciati liberi di firmare il manifesto antifascista. E' chiaro che a saperlo prima che erano pubblicamente, e non ipocritamente come altri, contrari al fascismo si sarebbe operato diversamente. Lo dimostra il fatto che lo stesso Croce venne rilegato nella sua abitazione a Napoli e tenuto costantemente a vista dalle camicie nere. Avevate soltanto paura che, nell'eliminare un personaggio così conosciuto in tutto il mondo, avreste avuto una macchia in più da ripulire, agli occhi del mondo. Mi chiedo, inoltre, come si possa affermare che c'erano libertà intellettuali e sociali quando si obbligava qualcuno a dichiarare fedeltà ad un regime.
7. hai detto, infine: "Quanto alla libertà politica, il Partito Nazionale Fascista non aveva un'ideologia ben determinata,... rimanendo quindi aperto in sé al dibattito tra correnti. Dunque una certa (la libertà non ha bisogno di certa o qualche, di sorta!) libertà di critica permaneva,... Il regime fascista, ben lungi dal promuovere il pensiero unico, fu... nei fatti, un laboratorio di diverse idee politiche, sociali ed economiche." Mi spieghi dove c'era la libertà di critica se nel '25 venne dichiarato fuorilegge qualsiasi altro partito che non fosse quello fascista e se gli oppositori politici venivano messi in carcere?

Anch'io evito ogni commento su quello che hanno commesso i vari Togliatti, Stalin, Tito, poichè come penso tu sappia, qual'ora tu hai giustamente rinnegato le leggi marziali e la guerra al fianco di Hitler, anch'io mi trovo a dover far fronte con gli errori del passato.
Attendo tue risposte...
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